Milano Studio Legale Avvocato Marco Bocelli
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Il diritto al consenso informato consiste nel diritto del paziente di essere informato in modo chiaro e preciso sul proprio trattamento sanitario e sui possibili esiti di questo.

 

Da un punto di vista giuridico esso è accessorio a un contratto di prestazione d’opera tra sanitario e paziente, e la sua violazione configura un’ipotesi di responsabilità precontrattuale (ex art. 1337 cod. civ.)

 

In tutti i casi di intervento chirurgico o di altro accertamento diagnostico invasivo, è previsto che il consenso debba essere fornito per iscritto; negli altri casi si ritiene sufficiente anche quello verbale, purché attuale (ossia riguardante una prestazione presente e non futura) ed espressamente diretto al medico o alla struttura sanitaria.

 

Le uniche eccezioni all’obbligo del consenso informato si ravvisano laddove il malato abbia manifestato l’esplicita volontà di non essere informato ovvero le sue condizioni siano talmente gravi da richiedere un intervento tempestivo d’urgenza.

 

La giurisprudenza è concorde nel ritenere che la sottoposizione del paziente a trattamenti sanitari in assenza di valido consenso informato integri una lesione dei diritti fondamentali di quest’ultimo (cfr. artt. 2, 13 e 32 Cost.).

 

Più precisamente, è opinione consolidata che all’accertamento della responsabilità del medico consegua il diritto del danneggiato al risarcimento del danno non patrimoniale, ex art. 2059 cod. civ., posto che la lesione ha per oggetto un diritto costituzionalmente protetto suscettibile quindi di essere tutelato innanzi alle competenti Autorità Giudiziarie.

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